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Avatar di Augusta Cigliano Gonzalez

Per la vigilia di Natale c’era sempre una cena di frutti di mare e pesce. I miei nonni erano da ambe parti pescatori dall’isola d’Ischia. Purtroppo Io non me li ricordo perche ai miei 5 anni siamo immigrati a Los Angeles. Comunque mia mamma, una bravissima cuoca, riproduceva con amore i piatti tipici di quella stagione. La regina della cena e il sugo con pomidori e una varietà di frutti di mare con i pinoli e le uvette. È una spaghettata indimenticabile: salata e dolce con sapore di mare. Per molti anni si festeggiava a casa di mia sorella Rosetta e lei perfezionò questa ricetta. Un anno, tempo fa, io scrisse la sua ricetta e fece la foto a mia sorella.

Adesso abito fra Connecticut e Madrid, non c’è più mia mamma e neanche mia sorella ma ho la ricetta di Rosetta, ormai sbiadita e piena di gocce d’olio ma con mia sorella sorridente che mi inspira a continuare la tradizione della vigilia.

Grazie Giulia per le tue belle parole e riflessioni che ci fa ricordare persone amate e piatti evocativi.

Avatar di maddai

Grazie per quello che scrivi, per i ricordi e gli spunti di riflessione che susciti. Io ho una memoria olfattiva e il ricordo della domenica è dato dall'odore dei fegatini con un po' di capperi, per togliere il dolciastro... la domenica era crostini di fegatini. Avere un rassicurante menù della festa significava più o meno sempre cibi che erano graditi da tutti, non per stupire o sollecitare la meraviglia delle cose alla moda. Il bollito, con varietà dei pezzi di carne, cosi si aveva il brodo della minestra della cena. L'arrosto era girato allo spiedo, con i pezzi di pane inzuppato dal grasso del maiale e dal profumo di alloro. Questi erano i ricordi che facevano la festa, poche varianti, innovazioni che ci mettevano tanto ad entrare, all'inizio accettate con il dubbio ...

Mia madre, brava cuoca, per la legge del contrappasso ha avuto come figlia, me che brava in cucina non lo sono, ma sono stata abituata a mangiare bene, rincorro i sapori con struggimento come delle "madelaines" della memoria.

Avatar di Mario Gazzeri

Ho letto con interesse la tua lettera, davvero molto piacevole. Alla fine mi sono interrogato su quale potesse essere il mio piatto della tradizione e mi è venuto un semplice risotto, che in casa, da tantissimi anni chiamiamo "il risotto rosa". Una ricetta scoperta in un vecchio libro di cucina anni 70 che adesso non trovo più. Un semplice risotto in cui il riso tostato viene cotto in una salsa di pomodoro cotto insieme al latte, che viene aggiunto man mano fino ad ottenere la colorazione rosa giusta. Il risultato è un risotto molto gradevole, che ha accompagnato per tanto tempo la crescita dei miei quattro figli e che ancora ripropongo volentieri, sicuro che sarà ancora apprezzato.

Grazie di cuore per l'amore che trasmetti nelle tue lettere e anche nelle tue ricette.

Avatar di Bettina Balzani

i cappelletti di Natale sono un continuum spazio tempo fra mia nonna Tina mia mamma me e i miei nipoti. ogni anno ci troviamo a casa di mia mamma insieme a parenti e amici a preparare centinaia e centinaia di cappelletti romagnoli con la ricetta del "compenso" della mia famiglia. tutti amano i cappelletti di mia mamma e tutti vogliono partecipare a questa tradizione che è diventata una grande festa che inizia i primi di dicembre e finisce anche dopo che Natale è già trascorso.

quando leggevo le storie di tua nonna pensavo a quanto sei stata fortunata a viverla così intensamente e così da vicino. le mie nonne sono le persone che mi mancano di più in assoluto. non manca giorno che non pensi ad entrambe. un abbraccio. Bettina